In questi mesi di crisi economica “nera” si sono verificati fenomeni di “attacco”all’economia degli Stati ed alla loro affidabilità.
Solo massicci interventi della Banca Centrale Europea (BCE) e del Fondo Monetario Internazionale (FMI) hanno scongiurato il crollo delle economie di Irlanda, Paesi Baltici, Ungheria, Boemia.
Nel frattempo la rete della speculazione internazionale, intervenendo di nuovo sui derivati delle materie prime, ha conseguito i breve enormi profitti usando come capitale di rischio gli enormi finanziamenti erogati da banche centrali e Stati nazionali per contenere i danni della crisi finanziaria del 2008.
La massa dei titoli derivati ha ripreso a crescere esponenzialmente, una nuova bolla sta nascendo dalla precedente, le grandi banche di sistema stanno conseguendo utili mai visti prima.
Ma come va da noi?
P.I.L. tendenziale -6% annuo
Inflazione quasi a zero.
Disoccupazione tendenziale fine 2009 9,6%
Deficit dello Stato 117%
Deficit corrente nei primi sei mesi del 2009 + 31 miliardi di euro (una bella finanziaria)
Le risorse per il mantenimento della rete degli ammortizzatori sociali ormai ridotte al lumicino, con fondi ”FAS” (fondi [..]
Nei giorni scorsi su alcuni giornali italiani (ad esempio "La Repubblica") si è parlato in maniera diffusa del fenomeno, definito anglosassone, delle "Food Miles", associazioni volontarie a sfondo ecologista che, avendo accertato statisticamente l'impatto della globalizzazione dei consumi alimentari sul sistema dei trasporti e quindi sull'ambiente, cercano soluzioni e vie d'uscita da una situazione insopportabile.
Ormai una buona parte degli alimenti che consumiamo provengono da paesi distanti da 5-10-15 mila km da noi.
La politica del minor prezzo d'acquisto condiziona le scelte dei mercati d'alimenti, padroni di un settore che sfrutta con dei veri e propri "cartelli" chi consuma.
Ciò facendo nessuno si preoccupa dei costi ambientali e sociali derivanti da un comportamento ciecamente "economico".
Ci troviamo così sulla nostra tavola cibi meno freschi, di minor qualità, ad un prezzo alto, ricchi spesso di residui chimici, con un maggior inquinamento causato dal trasporto e contemporaneamente i nostri produttori, strozzati da costi crescenti e prezzi calanti, sempre più spesso abbandonano la produzione, in particolare dei prodotti per cui l'italia era più vocata, frutta e ortaggi.
Scorrendo le note di composizione dei cibi, freschi e conservati, che troviamo sugli scaffali e nei banchi del fresco dei nostri supermercati, scopriamo una presenza molto frequente, quella del lattosio.
Cos'è il lattosio?
E' un disaccaride composto da una molecola di D. Glucosio e una D. Galattosio, rapresenta il 98% degli zuccheri presenti nel latte vaccino, è una sostanza osmoticamente attiva, interagisce con acqua e sodio, trattenendoli o richiamandoli.
Dovremo farci curiosi e chiederci come mai questo zucchero sia onnipresente nei nostri cibi.
E' forse per esaltarne il sapore? Per migliorare lo stato di conservazione? O cos'altro ancora? ...
Possiamo cambiare il nostro modello di società?
Possiamo distogliere energie e risorse da una inutile corsa che ci porta ad infrangerci contro sponde ignote e pericolose?
Leggiamo...

Menu principale