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Energiamoci.it - News
Perche’ Energiamoci?
Il tema dell’energia è elemento dominante di ogni scelta contemporanea.
La difficoltà di reperire risorse, gli immensi costi economici e politici per garantire rifornimenti da luoghi fisicamente lontani, l’enorme incremento dei consumi di energia, in particolare per i mezzi di trasporto individuale, stanno immettendo elementi di crisi nel nostro modello di sviluppo.
Aggiungiamo a ciò, primo per rilevanza, il fattore del riscaldamento globale e avremo davanti a noi chiara l’inevitabilità di una scelta; noi crediamo che la risposta immediatamente più semplice, meno costosa, e più rispettosa dei valori ambientali sia il ricorso massiccio, diffuso sul territorio e perciò capillare alle risorse energetiche alternative.
"Energiamoci" sceglie e sostiene la "democrazia energetica" anche come risposta al monopolio dei grandi produttori che alterano i veri valori economici legati alla produzione di energia imponendo sfruttamento delle risorse da una parte e costi astronomici di distribuzione dall’altra.
La scelta di legare alla realtà locale la produzione e l’utilizzo delle fonti energetiche, la sua democratizzazione con la diffusione capillare di micro impianti, familiari-condominiali-di quartiere con l’uso di processi di produzione che impieghino le fonti rinnovabili e che siano finanziariamente sostenibili con processi di condivisione (cooperative) degli impianti può senza dubbio contribuire a ristabilire un uso logico delle risorse ed a favorire lo sviluppo della più importante fonte energetica: il risparmio.

Energie RinnovabiliFusione Nucleare
(solo teorica)
Fissione NucleareCombustibili Fossili
Disponibilità geograficaSISINONO
Limitatezza della risorsaNONOSISI
Capitali necessariLimitati e alla portata di tuttiSu ordini di grandezza di miliardi di EuroConsiderevoliConsiderevoli
Impatto emissioni CO2NONONOSI
Impatto altre emissioni (scorie radioattive, polveri, gas)NONO
(rimane il problema dello smaltimento delle centrali)
SISI
Impatto ambientale delle centraliNO
(se di piccole dimensioni)
SISISI
Crediti energeticiSI
(le energie rinnovabili permettono di ottenere crediti energetici sia per produzione di energia sia per produzione di fonti energetiche [biomasse])
SI
(solo teorici)
SINO
Disponibilità delle tecnologie produttiveSINONO
(limitata al club nucleare)
SI




"Mai dubitare che un pugno di individui seriamente determinati possa cambiare il mondo. In verità, sono gli unici che siano mai riusciti a farlo" - Margaret Mead


Inviato da roberto il 22/3/2008 1:16:47 (113 letture)
Rinnovabile

Sì, bruciamo olio di girasole per produrre energia elettrica!
E perché no, buon vino rosso nel serbatoio della tua auto, in fondo non costa di più, ma vuoi mettere...
Pazzi, pazzi, pazzi. Voi non vedete dunque!...
Voi volete usare il prodotto del lavoro dei campi per produrre energia per vedere "L'isola dei famosi"?
Spegnete il televisore!

Decelebrati, svegliatevi!

Hanno spento la vostra capacità di ricevere informazione, vi hanno rincoglionito con reality, "Info-serve", un po' di culi e tette per i maschietti, pettorali e glutei per le femminucce.

Vi aiutano a indebitarvi fino al collo per farvi vivere con la testa dentro la sabbia e se provate a respirare...

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Inviato da roberto il 1/10/2007 0:16:09 (204 letture)
Società Obesa

Nei giorni scorsi su alcuni giornali italiani (ad esempio "La Repubblica") si è parlato in maniera diffusa del fenomeno, definito anglosassone, delle "Food Miles", associazioni volontarie a sfondo ecologista che, avendo accertato statisticamente l'impatto della globalizzazione dei consumi alimentari sul sistema dei trasporti e quindi sull'ambiente, cercano soluzioni e vie d'uscita da una situazione insopportabile.
Ormai una buona parte degli alimenti che consumiamo provengono da paesi distanti da 5-10-15 mila km da noi.
La politica del minor prezzo d'acquisto condiziona le scelte dei mercati d'alimenti, padroni di un settore che sfrutta con dei veri e propri "cartelli" chi consuma.
Ciò facendo nessuno si preoccupa dei costi ambientali e sociali derivanti da un comportamento ciecamente "economico".
Ci troviamo così sulla nostra tavola cibi meno freschi, di minor qualità, ad un prezzo alto, ricchi spesso di residui chimici, con un maggior inquinamento causato dal trasporto e contemporaneamente i nostri produttori, strozzati da costi crescenti e prezzi calanti, sempre più spesso abbandonano la produzione, in particolare dei prodotti per cui l'italia era più vocata, frutta e ortaggi.

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Inviato da roberto il 7/8/2007 0:07:14 (528 letture)
Rinnovabile

Trascorro la mia vita, tra gioie e affanni, in una cittadina pigra e convulsa delle Marche, Fermo.
È un luogo dalla storia millenaria rapito dal desiderio tutto marchigiano di avere tutto, subito e senza tante storie (morti e feriti a parte).
Negli anni 60 si era cercato di imitare lo sviluppo industriale della rivale storica, Ascoli Piceno, istallando lungo la vallata del Tenna, naturalmente vocata ad una ricca agricoltura intensiva, dei siti industriali di rilevanza regionale, in particolare uno era lo zuccherificio della Sadam, società saccarifera di dimensione nazionale;
alimentato nel corso dei decenni dal flusso regolare dei finanziamenti comunitari all'agricoltura, lo zuccherificio creava una vera a propria economia a ciclo integrato; gli agricoltori producevano la materia prima, i consorzi lucravano sulla vendita dei prodotti chimici atti alla coltivazione della barbabietola, una fitta rete di terzisti nei lavori agricoli e dei trasporti traevano largo profitto nel periodo della raccolta (agosto-ottobre) un piccolo esercito di operai stagionali integravano durante la stagione, la già nutrita pattuglia dei dipendenti fissi dello zuccherificio (circa 100 persone).
Tutto sembrava andar bene, senza sostanziali scossoni.

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Inviato da roberto il 7/6/2007 22:22:42 (436 letture)
Rinnovabile

Si fa un gran parlare di biodiesel o bioetanolo, tutti i paesi del mondo, Kyoto o non Kyoto, effetto serra o meno, sembrano colpiti dalla regolazione come Paolo Di Tarso sulla via di Damasco; sembra incredibile ma anche e soprattutto i due grandi avversari del protocollo di Kyoto, Stati Uniti e Cina, stanno investendo massicciamente sui biocarburanti dirottando una crescente fetta della produzione di cereali e oleaginose verso la trasformazione a fini energetici.
Ciò deve farci riflettere... perché?
Certo, i due paesi, sostengono di aver fatto una scelta di questo tipo per ridurre le emissioni di gas serra, in buona parte dovute ai mezzi di trasporto, a livelli "ragionevoli", ma perché dovrebbero farlo considerando la loro posizione intransigente verso il protocollo di Kyoto?

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Inviato da roberto il 2/6/2007 1:04:51 (551 letture)
Rinnovabile

In questi ultimi anni lo svilupparsi del "cambiamento climatico" e l'esplosione dell'economia globalizzata hanno risvegliato interesse e attenzione a livello mondiale per un illustre personaggio del nostro passato recente e per una sua geniale creatura;
se l'uno è Aurelio Peccei l'altro non può essere che il "Club di Roma".
Purtroppo l'attenzione a livello internazionale verso chi già nel 1970 parlava di limiti delle risorse e di sviluppo sostenibile non sembra risvegliare la nostra società e l'elite intellettuale italiana da un sonno ben nutrito.
Perciò chiediamo a chi vuole partecipare di inviarci note, elaborazioni, tesi universitarie, contributi didattici che noi inseriremo nel sito e renderemo disponibili a tutti.
Tutto questo e' finalizzato alla realizzazione di un seminario di studio volto a porre al centro del tanto ragionare e sragionare che si fa in questo periodo l'origine delle analisi relative ai grandi fenomeni in atto.


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